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Casa dell'acqua - Paullo

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Il “lavorerio” di Paullo e le prime notizie sulla Muzza e la Casa dell’Acqua

Sembrerebbe che nei primi secoli del II millennio i terreni nei pressi di Paullo fossero già oggetto di ampia e organizzata coltivazione e irrigazione . Ovviamente non estesa- mente e intensamente come avviene oggigiorno. Si è detto che improvvisamente ricompaiono nella documentazione del XIII secolo i pro- tagonisti della nostra storia nell’intorno del nodo idraulico di Paullo: il canale Muzza, la roggia Muzzetta e il “lavorerio”, ovvero, quell’area idraulica caratterizzata dalla presenza di importanti manufatti e relativi edifici di presidio. Non sappiamo con esattezza quali vicende siano intercorse nel frattempo, sta di fatto che i possedimenti che grosso modo appartene- vano alla famiglia Muzia, nei pressi di Muzzano, dopo un millennio li scopriamo di proprietà dell’Ospedale Brolo di Milano (l’attuale Ospedale Maggiore).

Il Bignami ne “Il grande canale Muzza” richiama alcune scritture private tra il 1200 e il 1277, nelle quali il Brolo acquista terreni e rive-alvei “fluminis Mutiae”, nonché i titoli per derivare acque a scopo irriguo. La roggia Muzzetta, forse ancora l’unico canale irrigatore di tutto il Lodigiano, era il vettore fisico dei prelievi. L’assetto era rimasto quello di mille anni prima. Le acque derivate dal ramo più povero dell’Adda (quello destro) erano comunque sufficienti per le campagne da sottendere. Senonchè, nel 1220 e precisamente il 28 novembre, Fe- derico II , nipote del “Barbarossa”, promulgava un editto imperiale di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra storia. Il documento riconosceva al Comune di Lodi “il diritto ed il privilegio di derivare, tratte- nere, divergere ed usare essi soli le acque scorrenti per il loro territorio”.

Ai lodigiani, in più di un’occasione, già a partire dal 1158 erano stati in qualche modo riconosciuti i diritti d’uso delle acque, ma mai con l’universalità e l’esclusività riservata dall’editto di Federico II. Riteniamo pertanto che solo dopo il 1220 il Comune di Lodi potesse disporre della tito- larità giuridica sufficiente ad aprire una derivazione dall’Adda. Non è precisabile il periodo dell’esecuzione del nuovo canale. Ipotizziamo: non prima del 1220 e, questo è certo, entro la fine del secolo stesso. L’incile era certamente ubicato a Paullo, dove tutt’ora esiste il nodo idraulico, circa 400 me- tri a valle della derivazione della già da tempo esistente roggia Muzzetta, supponendo che la stessa avesse origine all’incirca nell’attuale posizione. Le opere di presa (laborerium) erano organizzate in un doppio apparato di regolazione dei deflussi: uno posto trasversalmente all’alveo del ramo destro dell’Adda (laborerii per lectum Abduae novi) e l’altro trasversal- mente al nuovo canale. C’è da chiedersi quali fossero le caratteristiche delle opere.

Dai documenti disponibili, il Muzza in origine doveva essere non più grande della roggia Muzzetta. Se nella convenzione del 1286, di cui si parla più diffusamente a seguire, si stabili- sce che le portate scorrenti nell’Adda Nuova dovevano dividersi in parti uguali tra Comune di Lodi e Ospedale del Brolo, ipotizzando una portata della Muzzetta pari alla metà di quella attuale si ritiene che l’originario canale Muzza, dipartendosi dal “lavorerio” di Paullo, potesse convogliare non più di 10m 3 /sec; circa un nono dell’attuale portata. La larghezza non doveva superare i 10-12m, circa un quarto di quella attuale. Secondo le tecniche ai tempi conosciute, i manufatti dell’allora nodo idraulico erano in le- gno, fondati su palificate anch’esse in legno. Analoga tecnologia era verosimilmente applicata per i ponti di attraversamento dei corsi d’acqua, quasi certamente in aderenza alle traverse idrauliche. Esistono testimonianze indirette che la strategia funzionale dei luoghi imponesse un presidio stabile. PRIMA PARTE - IL PASSATO 29 La Casa dell’Acqua quindi già esisteva, forse una baracca in legno o poco più, quanto bastava per l’alloggio dei guardiani e per lo stoccaggio dei pali, pan- concelli, tavole e attrezzi vari. Nello schizzo riportato a seguire abbiamo azzardato una ricostruzione. Analogo azzardo per il “levatone” di Paullo; non sappiamo se già esistesse nel XIII secolo e, se sì (la topografia del terreno suggerisce questa seconda ipotesi), quale potesse esserne la struttura, realizzata con quali tecniche e materiali. Sicuramente si trattava di un manufatto molto semplice, forse in blocchi di pietra e legname, probabilmente simile alla ricostruzione riportata successivamente.

Fonte: www.muzza.it

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Casa dell’Acqua, insediamento risalente al XII secolo in prossimità delle chiuse regolanti il Canale Muzza. Attualmente sede della custodia idraulica del Consorzio Bonifica Muzza Bassa Lodigiana, del Punto Parco del Parco Agricolo Sud Milano e dell’Università del Tempo Libero del Comune di Paullo.

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