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Acque del cremasco

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Canale Vacchelli

Il canale Vacchelli (altresì detto canale Marzano) è un canale irriguo della provincia di Cremona, fortemente voluto dal senatore Pietro Vacchelli e realizzato tra il 1887 ed il 1892 dal Consorzio irrigazioni cremonesi. Il canale è lungo 34chilometri. La sua portata è di 38,5 metri cubi di acqua al secondo e consente l'irrigazione di un'area di ottantamila ettari.

La ciclabile del vacchelli

Il Canale Vacchelli inizia con un’opera di derivazione del Fiume Adda e termina, dopo aver attraversato tutto l’alto Cremonese, nel fiume Oglio. Il tragitto del canale è attorniato da opere d’arte, ingegneristiche ed architettoniche di enorme rilevanza storica.

Il percorso ciclabile, che fiancheggia il Canale, può essere sia una pista cicloturistica di notevole interesse ambientale e culturale che l’asse principale di una rete di collegamenti in bicicletta tra i Comuni dell’Alto Cremonese. Qui si incontrano tra i centri più importanti: Spino d’Adda, rivolta d’Adda, Pandino con il suo castello, Crema con la cinta muraria veneta, Offanengo, Fiesco, Genivolta. L’itinerario, a tratti dedicato ed a tratti ad uso promiscuo con mezzi agricoli, si sviluppa lungo l’alzaia su sponda destra o sinistra del canale Marzano – Vacchelli di proprietà quasi interamente del Consorzio per l’Incremento dell’Irrigazione nel territorio cremonese.

Il Parco del Serio

www.parcodelserio.it

Il Parco del Serio è un parco naturale che si sviluppa da Seriate lungo il fiume Serio fino alla sua foce nell'Adda.

La sua istituzione risale al 1973 quando le province interessate espressero la loro volontà di tutelare l'ambiente fluviale seriano. Questa proposta si concretizzò nel 1985 con la costituzione del Parco regionale.

Il corso del fiume segue un andamento nord-sud e presenta caratteristiche diverse a seconda dei tratti. Nella zona più a nord infatti il fiume è suddiviso in vari rami che vengono continuamente modificati a causa delle piene; questa zona è caratterizzata da una notevole permeabilità che spesso provoca l'infiltrazione delle acque nel sottosuolo. Nella parte più meridionale del corso del fiume si può notare la presenza di ambienti umidi che presentano spesso caratteristiche di grande interesse naturalistico.

Fontanili

Rogge e fontanili: una possibilità per il paesaggio Se i paesaggi delle campagne cremasche conservano ancora immagini intense la cui bellezza è legata all’abbondanza di acque e alla ricchezza della vegetazione sapientemente disposta, non va dimenticato che il merito è delle risorgive e dei fontanili: con i loro canali e diramazioni essi disegnano una fitta trama che ha rappresentato il palinsesto di segni sul quale città e paesi sono nati. Rispetto a quelli dell’area milanese e bergamasca, molti dei quali asciutti, i nostri fontanili forniscono ancora una quota significativa di acque irrigue all’agricoltura, benché il rischio legato all’abbassamento delle falde acquifere per le attività industriali sia sempre in agguato. Le risorgive cremasche, relativamente alla portata idrica, godono ancora di una buona salute, benché i capifonte siano spesso trascurati o appiattiti nella semplificazione imperante del paesaggio. Esaminare un consistente numero di fontanili considerandone la valorizzazione come il punto di partenza per una diffusa rinascita di questi paesaggi dell’acqua è stato l’obiettivo della ricerca. In campagne produttive sfruttate all’estremo, il progetto paesaggistico che parte dal piccolo potrebbe avere, se condiviso e realizzato da più enti, grande risonanza su larga scala. Fontanili e rogge, segni superstiti di un lavoro plurisecolare, ci offrono la possibilità non solo di rendere i nostri paesaggi espressivamente più belli, ma anche di salvaguardare, grazie a un’adeguata vegetazione di riva, la biodiversità oggi tanto decantata, aumentando i corridoi ecologici per la fauna costretta oggi a vivere in pochi brandelli di verde spontaneo, ultimi residui degli antichi boschi planiziali.

(DA Insula Fulcheria)

Fiume Serio

Un grande fiume scorre tra le province di  Bergamo e Cremona:: è il Serio, affluente dell’Adda. 
Con i suoi 124 chilometri di lunghezza  il Serio è il primo dei fiumi bergamaschi.  
Le sue sorgenti sono al lago di Barbellino, tra il PIzzo di Coca , il Monte Torena.(2911 metri) e il Pizzo del Diavolo (2926 metri) nelle Prealpi Orobiche. La foce a Boccaserio in quel di Montodine ove il fiume confluisce nell'Adda.

Dopo aver attraversato la Valle Seriana sbocca nell’ alta pianura padana a Seriate. Il tratto bergamasco è caratterizzato da ampi ghiaioni, nei quali il fiume si perde in mille rivoli; presso Castel Gabbiano muta aspetto: il letto si fa unico ed incassato in una valle che, a sud di Crema, è profonda anche 12 metri. 
Dopo Montodine sfocia nella piana alluvionale dell’ Adda, per buttarvisi presso Bocca Serio, dopo 124 km.       Il fiume aveva fino all’ alto medioevo tutt’ altro corso: presso Ripalta Vecchia aveva un andamento verso sud-est, attraversando i territori di Castelleone e San Bassano, per sfociare nell’ Adda presso Pizzighettone. 
Il mutamento, lento e graduale, avvenne tra l’ XI ed il XIV secolo a seguito di alluvioni. Nel corso antico ha preso posto il Serio Morto, un corso d’ acqua di origini risorgive e rettificato negli anni trenta del XX secolo. La parte planiziale del fiume è protetta dal Parco del Serio

Qualcuno ha voluto vedere nel Serio più le caratteristiche di un torrente che di un fiume, soprattutto per l’ esaurirsi della sua corrente in pianura, dove d’ estate l’ acqua compare solo dopo i temporali. Ma messo a confronto con il Brembo, pur avendo rispetto ad esso un bacino di raccolta più ampio, il Serio ha una portata più costante, con una media di 22 metri cubi al secondo, mentre quella del fiume fratello varia tra i 15 e i 30 metri cubi. Spesso infatti non si tiene conto della grande quantità di acqua che viene prelevata dal Serio per alimentare rogge e canali. Sicuramente ha perso molto della sua potenza, solo se si pensa che nei secoli passati lungo il fiume venivano fatti scendere per "flottazione", ossia grazie alla forza della corrente, migliaia di tronchi d’ albero ogni anno.

Il tratto del fiume Serio da Seriate (alle porte di Bergamo) fino alla sua confluenza nell’Adda, può dividersi in due parti, identificabili anche a uno sguardo non esperto. Nel tratto bergamasco (quello settentrionale) ci troviamo di fronte a un ampio e brullo greto fluviale, a causa dell'inabissamento delle acque nel subalveo del fiume: di fatto, una sorta di “deserto ghiaioso”.

Più a sud, nel tratto cremonese, la falda riemerge in superficie, e il fiume si ricompone in un unico alveo ad andamento meandriforme, con un solco stretto e inciso, tipico della "valle a cassetta". Sopravvivono in quest'area interessanti ambienti umidi: le lanche e le morte. Il suo ampio greto ciottoloso, punteggiato di prati aridi, si trasforma, nel suo tragitto verso la foce, in un alveo incassato da alte ripe.

La vegetazione è nel complesso scarsa, con nuclei pregiati nella Riserva Palata Menasciutto, nel cremonese: un’area umida ripariale, chiuso tra due rami fluviali morti e intersecata dal Serio vivo. Di discreto livello l’avifauna, mentre non particolarmente interessante risulta la fauna terrestre, per l’esigua estensione dei boschi.

 

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Chilometri di fiumi e canali oltre a bellissimi parchi immersi nel verde.

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